Migliori conti deposito 2026: guida al confronto
Vincolato o libero? Le offerte di luglio a confronto, tassazione e garanzia dei depositi.
LeggiSette guide pratiche per orientarti tra conti deposito, carte di credito, prestiti e conti correnti in Italia: numeri veri, tabelle di confronto e consigli aggiornati a luglio 2026, scritti dalla redazione indipendente di Naxsol Finanza.
Scegli l'argomento che ti interessa: ogni scheda ti porta direttamente all'approfondimento completo, con tabelle di confronto e link ai prodotti citati.
Vincolato o libero? Le offerte di luglio a confronto, tassazione e garanzia dei depositi.
Leggi
Cashback, canone zero e TAEG: la classifica completa delle carte più convenienti.
Leggi
TAN, TAEG e rata: come leggere un'offerta di prestito ed evitare costi nascosti.
Leggi
Canone zero, bonus di benvenuto e servizi inclusi: qual è il conto giusto per te.
Leggi
Casa, spesa quotidiana e imprevisti: quindici strategie semplici da applicare subito.
Leggi
Vantaggi fiscali, rendimenti e rischio: come usarli per costruire un risparmio nel tempo.
Leggi
La portabilità del conto in pratica: tempi, documenti ed errori da evitare.
LeggiStiamo preparando nuovi approfondimenti su investimenti, assicurazioni e fisco. Torna a trovarci presto: la sezione si aggiorna ogni settimana.
Con l'inflazione ancora sopra gli obiettivi della BCE, sempre più italiani cercano un modo semplice per far fruttare la liquidità ferma sul conto corrente senza correre rischi. Il conto deposito resta lo strumento più richiesto: nessuna commissione di gestione, capitale protetto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a € 100.000 per intestatario e per banca, e tassi che a luglio 2026 arrivano fino al 4,20% lordo annuo sui vincoli più lunghi. In questa guida confrontiamo le migliori offerte del mese, spieghiamo la differenza tra conto vincolato e libero e ti aiutiamo a scegliere quello più adatto ai tuoi obiettivi di risparmio.
Il conto deposito vincolato blocca la somma versata per un periodo definito, in genere da 3 a 36 mesi, in cambio di un tasso più alto. È la scelta giusta se hai una somma che non ti serve nel breve periodo: ad esempio la caparra per una casa tra due anni, o un fondo che vuoi lasciare crescere senza la tentazione di toccarlo. Il conto deposito libero (o svincolabile) ti permette invece di prelevare in qualsiasi momento, spesso con un breve preavviso di pochi giorni, ma il tasso riconosciuto è più basso. È lo strumento adatto al fondo di emergenza: la parte di risparmio che deve restare sempre disponibile per spese impreviste, senza rinunciare del tutto a un rendimento superiore a quello di un conto corrente ordinario.
Abbiamo messo a confronto i cinque conti deposito più richiesti dai nostri lettori, verificando tassi, durata del vincolo e valutazione della community.
| Prodotto | Tasso lordo annuo | Vincolo | Valutazione |
|---|---|---|---|
| Deposito Tirreno 4,20 Miglior offerta | 4,20% | 24 mesi | ★ 4,8 |
| Deposito Adriatico | 3,80% | 12 mesi | ★ 4,6 |
| Meridiana Deposito Plus | 3,50% | 18 mesi | ★ 4,3 |
| Nord Risparmio Libero | 3,00% | Libero, svincolabile | ★ 4,4 |
| Fineo Salvadanaio | 2,75% | Libero, apertura da € 1 | ★ 4,1 |
Puoi confrontare in dettaglio tutte le condizioni, i requisiti di apertura e i moduli di ciascuna offerta nella nostra pagina conti deposito, aggiornata quotidianamente dalla redazione.
Gli interessi maturati sui conti deposito sono generalmente soggetti a un'imposta sostitutiva del 26%, trattenuta alla fonte dalla banca: il tasso lordo indicato nelle tabelle non corrisponde quindi al rendimento netto che riceverai. Prima di aprire un conto, verifica sempre se è previsto un canone di gestione (molte offerte lo azzerano per i primi 12 mesi), le eventuali penali in caso di svincolo anticipato e se il conto d'appoggio richiesto dalla banca comporta spese aggiuntive. La copertura del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi resta comunque un elemento di sicurezza importante: entro il limite di € 100.000 per intestatario, il capitale versato è protetto anche in caso di insolvenza dell'istituto.
Facciamo un esempio concreto per capire la differenza tra le offerte. Vincolando € 10.000 per 24 mesi su Deposito Tirreno 4,20 al tasso lordo del 4,20% annuo, l'interesse maturato prima delle tasse è di circa € 420 il primo anno. Sottraendo l'imposta sostitutiva del 26%, l'interesse netto scende a circa € 311 annui, pari a poco più di € 25 al mese. La stessa somma su un conto deposito libero al 2,75%, come Fineo Salvadanaio, renderebbe circa € 204 netti all'anno, ma con la possibilità di prelevare in qualsiasi momento senza penali. La scelta, ancora una volta, dipende da quanto puoi permetterti di lasciare fermo il capitale.
Prima di confrontare i tassi, chiediti quanto tempo puoi lasciare ferma la somma e se prevedi di averne bisogno prima della scadenza. Alcuni criteri pratici da tenere a mente:
Se non sai da dove iniziare, il nostro quiz finanziario ti aiuta in due minuti a capire quale prodotto si adatta meglio al tuo profilo di risparmiatore, mentre nella pagina conti correnti trovi il conto d'appoggio più adatto per gestire i bonifici verso il tuo nuovo conto deposito.
Dipende dal contratto: alcune banche applicano una penale sugli interessi maturati, altre riconoscono comunque il tasso previsto per un conto libero. Verifica sempre le condizioni prima di aprire il conto.
Sì, entro il limite di € 100.000 per intestatario e per banca grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, valido per tutti gli istituti aderenti operanti in Italia.
Sì, e anzi è una strategia comune: aprendo conti deposito presso istituti diversi puoi sfruttare i tassi migliori di ciascuna offerta e restare comunque coperto dalla garanzia FITD su ogni singolo istituto.
Scegliere la carta di credito giusta significa guardare oltre l'estetica del plastico: cashback, canone annuo, TAEG e servizi accessori fanno la differenza tra una carta che ti fa risparmiare e una che ti costa più di quanto pensi. A luglio 2026 abbiamo analizzato sei tra le offerte più richieste dai lettori di Naxsol Finanza, confrontando i costi reali su un utilizzo medio di € 1.200 al mese.
Le carte cashback restituiscono una percentuale su ogni acquisto, in genere tra l'1% e il 3%, e convengono a chi spende in modo regolare su categorie premiate come supermercati, carburante o abbonamenti. Le carte a canone zero, invece, azzerano i costi fissi annuali (spesso solo per il primo anno, poi con condizioni legate alla spesa minima) e sono adatte a chi usa la carta in modo occasionale o vuole semplicemente evitare costi di gestione. Le carte da viaggio aggiungono assicurazioni e assenza di commissioni sui pagamenti in valuta estera, un vantaggio concreto per chi viaggia spesso fuori dall'area euro.
Ecco il confronto aggiornato tra le sei carte più popolari, con il punto di forza principale e il TAEG applicato al credito revolving.
| Prodotto | Punto di forza | TAEG | Valutazione |
|---|---|---|---|
| Carta Meridiana Oro Miglior offerta | Cashback 1,5%, canone € 0 il 1° anno | 24,9% | ★ 4,7 |
| Lombarda Zero | 0% TAN su acquisti per 12 mesi | 26,4% | ★ 4,5 |
| Fineo Smart Card | Cashback 3% su categorie in app | 27,8% | ★ 4,4 |
| Adriatica Travel | 0 commissioni estero, assicurazione viaggio | 28,9% | ★ 4,3 |
| NordCard Classic | Canone € 20/anno, servizio clienti dedicato | 23,5% | ★ 4,1 |
| Tirrena Studenti | Limite € 1.500, pensata per 18-30 anni | 25,9% | ★ 4,0 |
Esempio rappresentativo: € 1.200 di limite di credito, TAEG 34,9% variabile. Soggetto a condizioni. Solo maggiorenni (18+) residenti in Italia.
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è l'indicatore più importante da guardare quando confronti carte di credito revolving: a differenza del TAN, include anche le spese accessorie e ti dà il costo totale reale del credito su base annua. Una carta con cashback interessante può comunque risultare svantaggiosa se utilizzata per finanziare acquisti a rate con un TAEG elevato: il consiglio della nostra redazione è di saldare sempre il saldo per intero ogni mese, così da azzerare gli interessi e beneficiare solo dei vantaggi del cashback o delle assicurazioni incluse.
La maggior parte degli istituti richiede un reddito dimostrabile, spesso con un minimo indicativo tra € 800 e € 1.200 mensili per le carte con limite più alto, oltre a documento d'identità, codice fiscale e le ultime buste paga o la dichiarazione dei redditi per chi lavora come autonomo. Le carte pensate per studenti, come Tirrena Studenti, hanno requisiti più leggeri e limiti di spesa contenuti proprio per venire incontro a chi non ha ancora uno storico creditizio consolidato. La valutazione della domanda avviene tramite un'istruttoria che verifica anche la presenza di eventuali segnalazioni presso le centrali rischi: mantenere un buon comportamento sui conti e sulle carte già in uso migliora le probabilità di approvazione e può portare a condizioni più favorevoli.
La carta di debito addebita l'importo direttamente sul conto corrente al momento dell'acquisto e non prevede un vero e proprio credito: è la scelta più sicura per la gestione quotidiana, perché non permette di spendere più di quanto hai disponibile. La carta di credito, invece, ti anticipa la somma che restituirai in un secondo momento, in un'unica soluzione a fine mese o a rate, e in questo secondo caso si applica il TAEG di cui abbiamo parlato sopra. Molti istituti oggi affiancano automaticamente le due carte allo stesso conto: il consiglio è usare il debito per le spese quotidiane e riservare il credito agli acquisti più importanti, ai pagamenti online con maggiore tutela in caso di controversie e ai viaggi, dove le carte come Adriatica Travel offrono anche assicurazioni utili in caso di imprevisti.
Non esiste una carta migliore in assoluto: dipende dal tuo stile di spesa. Chi viaggia spesso trova conveniente una carta senza commissioni sui pagamenti in valuta estera come Adriatica Travel; chi è alle prime armi con il credito può iniziare con un limite contenuto come quello di Tirrena Studenti; le famiglie che gestiscono più carte collegate allo stesso conto beneficiano invece dei moduli famiglia disponibili su alcuni conti correnti. Puoi confrontare tutte le offerte aggiornate nella pagina carte di credito, oppure valutare l'abbinamento con un prestito personale se hai bisogno di finanziare un acquisto importante a un tasso più conveniente rispetto al credito revolving. Se invece vuoi capire quale prodotto si adatta meglio alle tue abitudini di spesa, prova il nostro quiz finanziario.
Il TAN è il tasso di interesse nominale, mentre il TAEG include anche le spese accessorie: è l'indicatore più affidabile per confrontare il costo reale di due carte o prestiti diversi.
Non necessariamente: se il cashback più alto è legato a un canone annuo elevato o a categorie di spesa che usi raramente, una carta con cashback più contenuto ma canone zero può risultare più conveniente nel complesso.
Che si tratti di ristrutturare casa, acquistare un'auto o consolidare più rate in un'unica soluzione, il prestito personale resta lo strumento di finanziamento più usato dagli italiani. La differenza tra un'offerta conveniente e una costosa si gioca tutta su TAN, TAEG e durata del piano di rimborso: in questa guida ti spieghiamo come leggerli correttamente e confrontiamo le cinque offerte più richieste a luglio 2026.
Il TAN (Tasso Annuo Nominale) indica solo il costo degli interessi, mentre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) somma a questo anche le spese di istruttoria, l'assicurazione se obbligatoria e gli altri oneri accessori: è quindi l'unico numero davvero comparabile tra offerte di banche diverse. Diffida sempre delle pubblicità che mostrano solo il TAN più basso: la legge obbliga gli istituti a indicare anche il TAEG, ed è quello il valore su cui basare la tua scelta.
Abbiamo confrontato cinque prestiti personali disponibili in Italia, verificando tasso, importo massimo finanziabile e valutazione dei nostri lettori.
| Prodotto | TAN | TAEG | Importo max | Valutazione |
|---|---|---|---|---|
| Prestito Lombardo Miglior offerta | 5,9% | 6,8% | € 30.000 | ★ 4,7 |
| Prestito Nord Casa | 5,4% | 6,9% | € 25.000 | ★ 4,1 |
| Prestito Meridiana Flex | 6,1% | 7,4% | € 20.000 | ★ 4,5 |
| Fineo Prestito Online | 6,4% | 7,9% | € 15.000 | ★ 4,2 |
| Prestito Tirreno Veloce | 6,8% | 8,2% | € 12.000 | ★ 4,3 |
Puoi richiedere un preventivo personalizzato senza impegno per ognuna di queste offerte nella pagina prestiti personali, dove trovi anche i requisiti di reddito richiesti da ciascun istituto.
Per la maggior parte dei prestiti personali servono documento d'identità, codice fiscale, ultime buste paga o dichiarazione dei redditi per i lavoratori autonomi, e un estratto conto recente. Le pratiche interamente digitali come Fineo Prestito Online permettono l'erogazione in 24-48 ore, mentre le richieste in filiale richiedono in genere da 3 a 7 giorni lavorativi. Prestito Tirreno Veloce si distingue proprio per l'esito comunicato entro 24 ore, un vantaggio se hai bisogno di liquidità in tempi stretti.
Il prestito personale che confrontiamo in questa guida è una somma erogata liberamente, senza vincolo di destinazione: puoi usarla per ristrutturare casa, per un evento importante o per consolidare altri debiti. Il prestito finalizzato, invece, è legato all'acquisto di un bene specifico, come un'auto o un elettrodomestico, ed è spesso erogato direttamente dal venditore in convenzione con una banca o una finanziaria. Il prestito finalizzato può offrire tassi promozionali interessanti sul bene acquistato, ma è meno flessibile: se cambi idea sull'acquisto, la richiesta di finanziamento decade. Il prestito personale resta quindi la scelta più adatta quando hai bisogno di liquidità libera o vuoi confrontare più offerte prima di decidere come utilizzarla.
Se hai più rate in corso, tra prestiti, carte revolving e finanziamenti finalizzati, un prestito di consolidamento può semplificarti la vita unendo tutto in un'unica rata mensile, spesso a un TAEG più basso rispetto alla somma dei tassi originari. Conviene soprattutto quando le rate esistenti hanno tassi elevati, come quelli del credito revolving delle carte di credito, e quando allungare leggermente la durata complessiva ti permette di liberare margine nel bilancio familiare. Prima di procedere, calcola sempre il costo totale del nuovo prestito rispetto alla somma dei costi residui di quelli esistenti: consolidare non conviene se allunghi eccessivamente la durata solo per abbassare la rata, aumentando il costo complessivo degli interessi pagati.
Molte banche propongono, insieme al prestito, un'assicurazione facoltativa che copre la rata in caso di perdita del lavoro, invalidità o decesso. Non è obbligatoria per legge e il suo costo incide sul TAEG finale: prima di accettarla, valuta se hai già una copertura simile tramite il lavoro o una polizza personale, e confronta il costo dell'assicurazione con il beneficio reale che offre nella tua situazione specifica. In alcuni casi può avere senso, soprattutto per chi ha un lavoro autonomo con reddito meno stabile; in altri, come per un dipendente con un contratto a tempo indeterminato consolidato, il costo aggiuntivo può non giustificarsi.
La rata dipende da tre fattori: importo finanziato, TAN applicato e numero di mesi di rimborso. A parità di importo, allungare la durata riduce la rata mensile ma aumenta il costo totale degli interessi versati: prima di firmare, usa sempre il simulatore messo a disposizione dalla banca e confronta il costo totale del credito, non solo la rata. Se stai valutando anche l'apertura di un nuovo conto corrente per domiciliare le rate, verifica che non comporti costi aggiuntivi che si sommano al prestito, e se hai dubbi su quale soluzione scegliere prova il nostro quiz finanziario per un consiglio personalizzato in due minuti.
Il conto corrente è la base di ogni rapporto con la banca: da qui passano stipendio, bollette, carte e domiciliazioni. Nel 2026 la maggior parte degli istituti offre conti a canone zero o azzerabile a determinate condizioni, ma le differenze su bonus di benvenuto, servizi inclusi e costi accessori restano significative. Ecco il confronto tra i cinque conti correnti più scelti dai nostri lettori.
I conti online come Conto Fineo si aprono in pochi minuti da smartphone, non richiedono di recarsi in filiale e in genere hanno canoni più bassi grazie a una struttura di costi più leggera. I conti tradizionali, con sportelli fisici come Conto Adriatico Base, restano preferibili per chi ha bisogno di assistenza di persona o gestisce operazioni più complesse come mutui e investimenti. Molte banche offrono oggi un modello ibrido: apertura digitale ma possibilità di rivolgersi a un consulente in filiale quando serve.
| Prodotto | Canone | Punto di forza | Valutazione |
|---|---|---|---|
| Conto Fineo Miglior offerta | € 0 | Carta inclusa, bonus benvenuto € 80 | ★ 4,8 |
| Conto Nord Digitale | € 0 primi 2 anni | 100% digitale, apertura in 5 minuti | ★ 4,5 |
| Conto Meridiana Più | € 3/mese, azzerabile | Cashback su carta abbinata | ★ 4,4 |
| Conto Lombardo Family | € 5/mese | 2 carte incluse, moduli famiglia | ★ 4,2 |
| Conto Adriatico Base | € 2/mese | Sportelli fisici in tutta Italia | ★ 4,0 |
Trovi il confronto completo, con requisiti di apertura e moduli aggiuntivi, nella pagina conti correnti.
Il canone è solo una parte del costo reale di un conto corrente: prima di scegliere, verifica il numero di bonifici SEPA inclusi gratuitamente ogni mese, il costo dei prelievi allo sportello automatico di banche diverse dalla tua e le eventuali commissioni per operazioni allo sportello fisico se preferisci un servizio tradizionale. Alcuni conti a canone zero applicano condizioni per mantenerlo tale, come un accredito minimo dello stipendio o un numero minimo di operazioni con la carta ogni mese: se non rispetti questi requisiti, il canone può tornare a pagamento a partire dal mese successivo, quindi leggi sempre le condizioni prima di sottoscrivere.
Chi ha una partita IVA ha esigenze diverse da un lavoratore dipendente: fatturazione elettronica integrata, gestione separata dell'accantonamento fiscale e commissioni sui bonifici verso l'estero più contenute per chi lavora con clienti internazionali sono elementi da valutare con attenzione. Alcuni conti pensati per privati, come Conto Fineo, offrono comunque strumenti utili anche ai piccoli autonomi grazie all'app di categorizzazione delle spese, ma chi fattura importi più consistenti dovrebbe verificare se la banca propone un conto business dedicato, spesso con un canone leggermente più alto ma servizi di contabilità inclusi che possono far risparmiare tempo prezioso durante l'anno.
Quasi tutti i conti correnti digitali del 2026 offrono un'app con notifiche in tempo reale per ogni movimento, la possibilità di bloccare istantaneamente la carta in caso di smarrimento e l'autenticazione a due fattori per accedere e autorizzare i pagamenti. Questi strumenti non sono un semplice accessorio: riducono in modo concreto il rischio di frodi e ti permettono di individuare subito un addebito sospetto. Prima di scegliere un conto, verifica anche i limiti di prelievo e pagamento predefiniti e se puoi personalizzarli dall'app senza dover chiamare il servizio clienti, un dettaglio che nella gestione quotidiana fa davvero la differenza.
Il canone mensile non è l'unico costo da valutare: verifica anche le commissioni sui prelievi allo sportello di altre banche, il costo dei bonifici SEPA istantanei e se la carta di debito o credito abbinata è realmente inclusa senza costi aggiuntivi. I bonus di benvenuto, come i € 80 offerti da Conto Fineo, sono un incentivo interessante ma non dovrebbero essere l'unico criterio di scelta: un conto con canone leggermente più alto ma servizi migliori può convenire di più nel lungo periodo. Se hai già un conto e vuoi solo cambiare banca senza perdere domiciliazioni e bonifici ricorrenti, la nostra guida su come cambiare banca passo dopo passo spiega tutta la procedura di portabilità gratuita prevista dalla normativa italiana. Per scegliere anche la carta più adatta al nuovo conto, consulta la pagina carte di credito.
Risparmiare non significa privarsi di tutto, ma organizzare meglio le proprie spese e scegliere gli strumenti giusti per far fruttare quello che riesci a mettere da parte. Abbiamo raccolto quindici consigli pratici, divisi in tre aree, pensati per chi vive e lavora in Italia e vuole iniziare a risparmiare in modo concreto già da questo mese.
Non esiste una percentuale valida per tutti, ma una regola pratica diffusa tra i consulenti finanziari suggerisce di destinare circa il 20% del reddito netto mensile al risparmio, dividendolo tra fondo di emergenza e obiettivi a medio-lungo termine. Se il 20% ti sembra irrealistico, inizia con una percentuale più piccola, anche solo il 5%, e aumentala gradualmente ogni volta che riduci una spesa fissa: l'abitudine conta più dell'importo iniziale. Automatizzare un bonifico ricorrente il giorno dopo l'accredito dello stipendio verso un conto deposito separato è spesso il modo più efficace per non "dimenticarsi" di risparmiare, perché la somma esce dal conto corrente prima che diventi disponibile per altre spese.
Oltre ai quindici consigli pratici, ci sono tre abitudini di fondo che distinguono chi riesce a risparmiare con costanza da chi ci prova senza risultati duraturi. La prima è tracciare le spese: anche una semplice nota sullo smartphone aggiornata ogni sera ti fa scoprire in fretta dove va davvero il tuo denaro. La seconda è separare fisicamente i risparmi dal conto corrente principale, così da non vederli come disponibili per la spesa quotidiana. La terza è rivedere periodicamente gli abbonamenti e i servizi in automatico sul conto: molte spese ricorrenti sopravvivono per anni solo perché nessuno le disattiva.
Non tutti gli strumenti sono adatti allo stesso scopo: ecco come si posizionano i principali strumenti di risparmio per liquidità, rendimento e rischio.
| Strumento | Liquidità | Rendimento indicativo | Rischio |
|---|---|---|---|
| Conto corrente | Immediata | 0% - 0,1% | Molto basso |
| Conto deposito libero | Alta, in genere pochi giorni di preavviso | 2,75% - 3,00% | Basso |
| Conto deposito vincolato | Bassa fino a scadenza | 3,50% - 4,20% | Basso |
| PIR ordinario | Media, orizzonte 5 anni per il beneficio fiscale | Variabile, legato ai mercati | Medio |
Per il fondo di emergenza, la scelta più diffusa resta un conto deposito libero; per gli obiettivi a lungo termine puoi approfondire i vantaggi fiscali dei PIR nella nostra guida su PIR e buoni fruttiferi postali. Se vuoi anche ridurre le spese fisse mensili, confronta le carte di credito con cashback più adatte alle tue abitudini di spesa.
Oltre ai classici conti deposito, l'Italia offre due strumenti pensati per chi vuole risparmiare nel medio-lungo periodo beneficiando di un trattamento fiscale agevolato: i Piani Individuali di Risparmio (PIR) e i buoni fruttiferi postali. Sono strumenti diversi per rischio e liquidità, ma condividono l'obiettivo di premiare chi mantiene l'investimento nel tempo.
I PIR ordinari sono contenitori di investimento che, se mantenuti per almeno 5 anni e rispettando i vincoli di composizione previsti dalla normativa, permettono di non pagare l'imposta del 26% sui rendimenti e sono esenti dall'imposta di successione. Il rovescio della medaglia è che il capitale non è garantito: il rendimento dipende dall'andamento dei mercati finanziari in cui il PIR investe, quindi comportano un livello di rischio più alto rispetto a un conto deposito.
I buoni fruttiferi postali sono garantiti dallo Stato italiano e offrono un capitale sempre protetto, anche in caso di rimborso anticipato, con un rendimento che cresce progressivamente più a lungo li mantieni. Sono lo strumento più adatto a chi cerca la massima sicurezza, anche a costo di un rendimento generalmente più contenuto rispetto a un conto deposito vincolato o a un PIR. Gli interessi sono soggetti anch'essi all'imposta sostitutiva del 26%, ma non ci sono costi di sottoscrizione né commissioni di gestione.
| Strumento | Rendimento | Tassazione | Rischio |
|---|---|---|---|
| Conto deposito | 2,75% - 4,20% lordo | 26% | Basso, garantito FITD |
| Buoni fruttiferi postali | Variabile, crescente nel tempo | 26% | Molto basso, garanzia Stato |
| PIR ordinario | Variabile, legato ai mercati | 0% dopo 5 anni | Medio, capitale non garantito |
Accanto ai PIR ordinari esistono anche i PIR alternativi, pensati per chi vuole investire una quota maggiore in piccole e medie imprese italiane ed europee non quotate sui principali indici: offrono un ulteriore potenziale vantaggio fiscale, con un tetto di investimento annuale più alto rispetto ai PIR ordinari, ma comportano anche un rischio superiore, perché il capitale è meno liquido e concentrato su un numero minore di titoli. Sono strumenti pensati per chi ha già un portafoglio diversificato e cerca un'esposizione aggiuntiva al tessuto produttivo italiano, non per chi si affaccia per la prima volta al risparmio gestito.
I buoni fruttiferi postali sono particolarmente diffusi tra i risparmiatori più prudenti e tra chi vuole destinare una somma a un obiettivo specifico nel tempo, come il futuro di un figlio: esistono infatti serie dedicate pensate proprio per essere sottoscritte a nome di un minore, con un rendimento che matura fino al raggiungimento della maggiore età. A differenza di un conto deposito, i buoni fruttiferi non richiedono un conto corrente di appoggio dedicato per la sottoscrizione presso gli sportelli, il che li rende accessibili anche a chi non vuole aprire un nuovo rapporto bancario solo per mettere da parte una somma.
Se il tuo obiettivo principale è la sicurezza del capitale nel breve-medio termine, un conto deposito o un buono fruttifero postale restano le scelte più prudenti. Se invece hai un orizzonte di almeno 5 anni e puoi accettare oscillazioni di valore nel tempo, un PIR può offrire un vantaggio fiscale significativo. In ogni caso, il consiglio della nostra redazione è di non concentrare tutti i risparmi in un unico strumento: leggi anche la nostra guida su come risparmiare in Italia per capire come costruire un piano equilibrato, e scopri di più sul nostro approccio indipendente nella pagina chi siamo.
Cambiare banca in Italia è più semplice di quanto si pensi grazie alla portabilità del conto corrente, un servizio gratuito che trasferisce automaticamente bonifici ricorrenti e domiciliazioni utenze verso il nuovo istituto. In questa guida ti spieghiamo tutti i passaggi, dai documenti da preparare agli errori più comuni da evitare.
La normativa italiana obbliga le banche a offrire il servizio di trasferibilità del conto corrente senza alcun costo per il cliente. Una volta aperto il nuovo conto e firmato il modulo di portabilità, sarà la nuova banca a occuparsi del trasferimento di bonifici periodici, stipendio, pensione e domiciliazioni delle principali utenze, comunicando alla vecchia banca le operazioni da spostare. Il vecchio conto resta comunque attivo per un breve periodo di transizione, così da intercettare eventuali pagamenti dimenticati.
Il motivo più comune resta il canone troppo alto rispetto ai servizi ricevuti, seguito dalla ricerca di un'app più moderna e di un bonus di benvenuto interessante. Molti clienti scelgono di cambiare anche dopo aver confrontato più offerte sulla nostra pagina conti correnti e aver notato che un conto digitale offre le stesse funzioni essenziali del conto tradizionale, ma con costi decisamente più contenuti. Altri motivi frequenti sono il trasferimento in una nuova città, dove serve una banca con più sportelli fisici, oppure la necessità di un conto con moduli famiglia per gestire più carte collegate allo stesso IBAN.
| Fase | Cosa succede | Tempistica indicativa |
|---|---|---|
| 1. Apertura nuovo conto | Scegli il conto e completi l'apertura, spesso online | 1-2 giorni |
| 2. Firma modulo portabilità | Autorizzi il trasferimento di RID e bonifici ricorrenti | Stesso giorno |
| 3. Migrazione automatica | La nuova banca comunica con la vecchia e sposta i servizi | Fino a 12 giorni lavorativi |
| 4. Chiusura vecchio conto | Verifichi saldo zero e richiedi la chiusura formale | Dopo il periodo di transizione |
Prima di avviare la procedura, prepara documento d'identità, codice fiscale e l'elenco completo delle domiciliazioni attive sul vecchio conto: bollette, abbonamenti, rate di prestiti e premi assicurativi. Controlla anche se il vecchio conto prevede una penale o un periodo minimo di permanenza, e verifica le condizioni del nuovo conto corrente scelto, compresa l'eventuale carta abbinata: puoi confrontare le opzioni disponibili nella pagina carte di credito.
Nella maggior parte dei casi la migrazione avviene senza intoppi, ma può capitare che una domiciliazione venga trasferita in ritardo o che un pagamento venga addebitato per errore sul conto sbagliato durante il periodo di transizione. In questi casi, la legge prevede che sia la banca responsabile del ritardo a farsi carico di eventuali costi aggiuntivi causati dal disguido, come commissioni per insoluto o interessi di mora. Conserva sempre una copia del modulo di portabilità firmato e tieni sotto controllo entrambi i conti per le prime settimane dopo il cambio, così da segnalare tempestivamente qualsiasi anomalia al servizio clienti della nuova banca.
L'errore più comune è chiudere il vecchio conto troppo presto, prima che tutte le domiciliazioni siano state effettivamente trasferite: rischi di far saltare un pagamento importante. Un altro errore frequente è non verificare se il nuovo conto richiede un accredito minimo dello stipendio per mantenere il canone a zero, condizione che se non rispettata può far scattare commissioni mensili. Se hai dubbi su quale conto scegliere in base alle tue abitudini, il nostro quiz finanziario ti guida in pochi minuti verso il prodotto più adatto.
Compila il modulo: un consulente ti ricontatterà.